Venerdì, 21 Novembre 2025 08:36

Il naso dei Neanderthal non era adattato al freddo

Anteprima proficuoUno studio condotto con la partecipazione del Dipartimento di Biologia (Prof. Antonio Profico - Unità di Antropologia) ha rivelato dettagli inediti sulla morfologia facciale dei Neanderthal e sul loro adattamento al clima freddo.

Grazie a uno studio svolto da un team composto da ricercatori italiani (Università di Perugia, Università di Pisa e Sapienza Università di Roma) e spagnoli (IPHE), pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences USA” (PNAS). L’indagine ha riguardato la cavità nasale del Neanderthal di Altamura (Puglia): uno scheletro che mostra uno stato di completezza unico, nel quale le strutture morfologiche del naso sono eccezionalmente conservate, rappresentando l’unico esempio noto nel record fossile umano.

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I Neanderthal avevano una morfologia facciale unica, caratterizzata da grandi orbite, sormontate da possenti arcate, da un'apertura nasale molto ampia e da una particolare forma di protrusione denominata “prognatismo medio-facciale”. Il naso dei Neanderthal, in particolare, è stato a lungo oggetto di controversie per una struttura che si può definire “inattesa”, in quanto contrasta con quella che solitamente si ritrova in popolazioni della nostra specie adattate a climi freddi. Il nuovo articolo pubblicato su PNAS, a firma di Costantino Buzi e colleghi, esplora in dettaglio e nella sua conformazione tridimensionale l’unica cavità nasale che sia nota per un Neanderthal, dove queste strutture si sono conservate pressoché intatte. Si tratta dello scheletro rinvenuto nel 1993 in una cavità carsica vicino ad Altamura, datato in un intervallo compreso tra 130.000 e 172.000 anni fa. Lo studio della cavità nasale di questo straordinario reperto è stato condotto con tecnologie endoscopiche, che hanno permesso di creare un modello 3D utilizzando le moderne tecniche di Antropologia Virtuale. Un altro aspetto di rilievo è che il prognatismo medio-facciale tipico dei Neanderthal non sarebbe dovuto direttamente ad aspetti funzionali del tratto respiratorio superiore ma andrebbe ricondotto ad altri fattori evolutivi e una serie di cambiamenti morfologici “a cascata”, come è stato recentemente suggerito da uno studio a carattere generale pubblicato su "Evolutionary Anthropology"