FotogruppoIl 3 aprile, a Malta, si è tenuta la conferenza “Guardians of the Ocean,” evento chiave del progetto LIFE OASIS, al cui consorzio partecipa anche l’Università di Pisa rappresentata dal Prof. Paolo Casale.

LIFE OASIS mira a rafforzare la cooperazione regionale grazie all'integrazione delle competenze tradizionali dei lavoratori del settore ittico con quelle tecnico-scientifiche, per costruire un Mediterraneo più resiliente. Tra gli obiettivi: più aree protette e supporto concreto ai pescatori locali con soluzioni pratiche e sostenibili nel lungo termine, grazie all'innovazione tecnologica.

News Consorzio LIFEOASIS

Graphical AbstractDa un nuovo studio del Dipartimento di Biologia (Unità di Etologia e di Biologia Cellulare e dello Sviluppo), in collaborazione con l'Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna, una scoperta che sfida l’idea tradizionale che il contagio di sbadiglio sia prerogativa esclusiva di mammiferi e uccelli e che apre scenari completamente nuovi per comprendere i meccanismi neurobiologici e le funzioni evolutive di questo comportamento universale.

Articolo

IMG 2046Uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, condotto dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa (Prof. Lisandro Benedetti-Cecchi e Dott. Luca Rindi), in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna (Prof. Matteo Dell’Acqua), svela come i cambiamenti climatici in atto influenzeranno la capacità delle comunità di microrganismi marini — fondamentali per la vita delle scogliere — di affrontare gli eventi estremi del futuro.

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Anteprima Fig 1 v5 plot ridUno studio dell’Università di Pisa ha tracciato l’evoluzione dei semi negli ultimi 150 milioni di anni evidenziando una relazione diretta tra radiazione evolutiva, cambiamento del clima terrestre e comparsa di innovazioni riproduttive nelle angiosperme, le piante a fiore maggiormente diffuse sul nostro pianeta. La ricerca condotta dal professore Angelino Carta dell’Ateneo pisano e da Filip Vandelook del Meise Botanic Garden in Belgio è stata pubblicata sulla rivista New Phytologist.

UnipiNews

Anteprima Prateria di Cymodocea nodosa Ucria AschersonUna ricerca, appena pubblicata sul Journal of Hazardous Materials, ha esaminato l’impatto di diverse concentrazioni di ibuprofene, un comune antiinfiammatorio molto utilizzato durante la pandemia di Covid 19, sulla pianta marina Cymodocea nodosa. A basse concentrazioni l’ibuprofene causava uno stress ossidativo senza effetti irreversibili, ma a livelli elevati le piante subivano danni alle membrane cellulari e all’apparato fotosintetico, compromettendo in tal modo la resilienza della pianta a stress ambientali. La ricerca è stata realizzata grazie alla collaborazione di tre team del nostro Dipartimento: il gruppo di Ecologia, con la prof.ssa Elena Balestri, il prof. Claudio Lardicci e la d.ssa Virginia Menicagli, il gruppo di Botanica, con la prof.ssa Monica Ruffini Castiglione e quello di Fisiologia Vegetale, con le d.sse Carmelina Spanò, Stefania Bottega e il dr. Carlo Sorce. I suddetti team hanno collaborato con la prof.ssa Marinella De Leo e la d.ssa Emily Cioni, del gruppo di Biologia Farmaceutica del Dipartimento di Farmacia.